Category Archives: Segnalazioni

Appuntamenti o avvenimenti con qualche affinità con i i temi del LOST

I 70 giorni di occupazione di Fisica – Bologna,14 febbraio-23aprile 1968

Il giorno 22 di Maggio alle ore 17 a Fisica (Istituto di Fisica Righi) viene presentata ( e distribuita) la ristampa(anastatica) del fascicolo “70 giorni di occupazione – Fisica- Bologna, 14 febbraio-23aprile 1968”.
Il volumetto, che è una edizione fuori commercio, è arricchito da una ventina di foto sia dell’occupazione che di manifesti.

Al momento hanno esplicitamente assicurato la loro presenza diversi partecipanti di allora.

http://www.inchiestaonline.it/

LOST / programma secondo ciclo

Blockchain in un guscio di noce. Cos’è e come funziona una blockchain.

con Gruppo Ippolita

domenica 6 maggio 2018
ore 17.00

Dalla base dati distribuita al mistero della validazione del padre e ancora più in là verso il proof of work.

Che cos’è una blockchain? Come funziona?
L’incontro è tecnico, ma faremo il possibile per rendere l’argomento in forma divulgativa in un tempo ragionevole.

Bibliografia

Ippolita
Tecnologie del dominio. Lessico minimo di autodifesa digitale
Milano, Meltemi, 2017

Piano d’azione contro il dominio dei monopolisti, iniziando da facebook

con vecna

mercoledì 16 maggio 2018
ore 21.00

Facebook ed altre piattaforme commerciali ci forniscono esperienze personalizzate attraverso un complesso sistema di filtri e algoritmi, cercano cioè di indovinare cosa vogliamo per intrattenerci e indurci a esporre quante più informazioni personali (Ma come si permettono di immaginare chi siamo e cosa vogliamo?) gli algoritmi vorrebbero decidere quali siano le nostre priorità (informative, relazionali, finanche sessuali) ma solo noi possiamo deciderlo.
L’algoritmo è una forma di potere di cui dobbiamo essere consapevoli.
Con questo scopo in mente, si delinea un piano a lungo termine che inizia rendendo l’algoritmo visibile, si passa per un’analisi collettiva del fenomeno e si prova a resistere ai monopoli del web.

Alcune tendenze totalizzanti nella società artificiale

con Renato Curcio

domenica 27 maggio 2018
ore 17.00

È esperienza comune che le nostre relazioni di qualsiasi tipo vengano sempre più frequentemente intermediate da dispositivi digitali. I legami interumani diretti lasciano il posto a mille forme di connessioni indirette e artificiali. Il marketing delle ‘internet company’ accompagna questa mutazione tecno-sociale con nuovi miti. La potenza degli smartphone, le meraviglie dell’intelligenza artificiale, la panacea dei robot per alleviare le fatiche del lavoro, la rivoluzione dei big data e il paradiso terrestre dell’internet delle cose. Un’assuefazione acritica maschera la nostra ignoranza sulle reali implicazioni di questa ulteriore evoluzione del capitalismo.
[…]
Ben oltre la società industriale, la società industriale, la società dello spettacolo e la modernità liquida, la società artificiale ci mette dunque di fronte al germe accattivante e vorace di un nuovo totalitarismo. Un totalitarismo tecnologico che, a differenza di quelli ideologici del Novecento, invade e colonizza il luogo più “sacro” e fondamentale delle libertà. D’altra parte una matura consapevolezza di questa estrema deriva può essere anche il punto di partenza per un’ulteriore rimessa in discussione delle classi sociali e del destino di specie.
Sapremo scegliere o ci accontenteremo di essere scelti?

[Renato Curcio. L’impero virtuale. Colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale, Sensibili alle foglie 2017]

Bibliografia:

Renato Curcio
L’impero virtuale
Colonizzazione dell’immaginario e controllo sociale
Sensibili alle Foglie, 2015

Renato Curcio
L’egemonia digitale
L’impatto delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro
Sensibili alle Foglie, 2016

Renato Curcio
La società artificiale.
Miti e derive dell’impero virtuale
Sensibili alle Foglie, 2017

Le narrazioni del neoliberismo “progressista” e la ristrutturazione tecnologica

con Carlo Formenti

mercoledì 30 maggio 2018
ore 21.00

  • Impraticabilità delle utopie neokeynesiane;
  • critica della categoria di progresso;
  • critica del liberalismo identitario;
  • odio e disprezzo delle sinistre d’élite nei confronti delle plebi;
  • Taylorismo digitale;
  • governamentalità algoritmica;
  • uberizzazione del lavoro;
  • digitalizzazione del corpo umano;
  • pervasività del controllo.

Bibliografia
Formenti, Oligarchi e plebei, Mimesis 2018
Formenti, La variante populista, Deriveapprodi 2016
Formenti, Utopie letali, Jacabook 2013
Formenti, Felici e sfruttati, Egea 2011
Blog

L’acceleratore LHC di Ginevra: la tecnoscienza e la corsa cieca alle alte energie

Ripeschiamo dalla sua pagina Facebook questo articolo di Franco Piperno dell’aprile 2015. Non è quella che si dice una notizia del giorno ma neanche si puo’ pensare che le cose siano molto cambiate in questi anni.

L’acceleratore LHC di Ginevra : la tecnoscienza e la corsa cieca alle alte energie.

Nel giorno della Pasqua, il CERN comunica che l’acceleratore LHC è risorto; dopo aver subito qualche compassionevole restauro è ormai pronto ad andare a regime, a funzionare ad una energia estrema– nel gergo dei fisici, si tratta di una energia di decine di migliaia di miliardi di eV, un valore senza precedenti nella storia delle macchine acceleratrici.
Questa corsa alle alte energie — iniziata negli anni trenta del secolo appena trascorso e ritmata più che da bisogni cognitivi dalle esigenze geopolitiche del dispositivo militare industriale — ha fatto sì che, nel giro di ottanta anni, l’energia dei grandi acceleratori sia cresciuta, grosso modo, di un fattore dieci ogni dieci anni.
Siccome il costo di queste macchine aumenta più rapidamente che l’energia ottenuta, una volta finita la guerra fredda che giustificava ogni impresa, è affiorato nella coscienza pubblica la questione della insensatezza di continuare a costruire acceleratori sempre più potenti e sempre più costosi.
Dal punto della ricerca in fisica, questa corsa ha invece una ragione profonda : per ricostruire i comportamenti della materia su scala sempre più piccola occorre esplorare domini spaziali di dimensioni decrescenti; e questo comporta l’uso di proiettili d’energia via via più grande.
Così,la corsa verso energie indefinitamente crescenti è generata, a livello della comunità scientifica, dal tentativo di penetrare nell’infinitamente piccolo.

Non v’è dubbio che la necessità d’impiegare macchine acceleratrici dalla potenza esponenzialmente crescente abbia conseguito, come effetti collaterali, innovazioni tecniche di grande portata, penetrate poi nel processo produttivo così come nelle pratiche mediche o nella comunicazione via WEB.
Quanto ai risultati propriamente scientifici, relativi alle così dette particelle elementari, si va dalla disintegrazione nucleare realizzata per la prima volta da Rutherford alla scoperta delle antiparticelle; poi più di recente del bosone debole,diciamo così, di Rubbia; infine del bosone di Higgs, per citare solo alcuni di un elenco ben lungo — particolare patetico: il costo dell’apparecchio usato da Rutherford si aggira, a prezzi costanti, attorno ad un milionesimo del costo sopportato dal CERN per le sole misure del bosone di Higgs.

Sembrerebbe quindi,come vuole la retorica istituzionale, che la ricerca nelle alte energie proceda con successo — sia pure a costi sociali alti, molto alti tanto da compromettere le risorse finanziarie pubbliche necessarie alla ricerca in altri campi.
Ma questo successo, mediaticamente ostentato, cela nel suo seno un fallimento epocale, una mutilazione dell’autonomia della conoscenza scientifica ed una sua sottomissione strutturale ai governi e all’industria– in breve,la riduzione della fisica a tecnoscienza.
In altri termini, l’acceleratore LHC ginevrino, attualmente il più potente del mondo, dimostra con i suoi successi la crisi nella quale si dibatte la fisica delle alte energie.
Vediamo le cose più da vicino.
I costi e la complessità degli esperimenti tramite le macchine acceleratrici sono tali che se ne possono portare a termine via via di meno, in ragione inversa alla potenza della macchina.
Ancora ai tempi di Rhuterford, quando un esperimento costava qualche centinaia di sterline, un fisico che avesse qualche idea, poteva eseguirne molti, anzi moltissimi –e.g. Faraday è accreditato d’averne compiuti più di diecimila.
Nei laboratori d’alte energie — come autorevolmente ricorda il fisico Emilio Segrè nella sua biografia — quando un solo esperimento dura oltre cinque anni, costa centinaia di milioni di euro e impegna parecchie decine di ricercatori, se ne possono fare ben pochi.
Questo comporta un mutamento sentimentale del ricercatore, della sua “forma mentis”. Avviene come un rovesciamento delle aspettative del soggetto che fa ricerca — laddove lo scienziato moderno era posseduto dalla curiosità, la ricerca nelle alte energie promuove piuttosto una attitudine conformista; nel senso che il ricercatore diviene riluttante a provare esperimenti dall’esito incerto e si abbandona così all’ovvio, pur di ottenere un risultato,una misura.

Detto altrimenti, nella ricerca tramite le macchine acceleratrici, le difficoltà sono di natura tecnica; sicchè il fisico — quando non è costretto ad un ruolo ripetitivo e specializzato da “fach Idiot” quasi fosse un operaio di una fabbrica fondista — dedica la sua energia intellettuale allo sviluppo di nuove tecniche; e quando queste divengono mature, cioè sono riproducibili, si compiono tutti gli esperimenti compatibili.
Negli acceleratori è avvenuta una sorta di fusione irreversibile tra fisica e ingegneria– di conseguenza la forza-lavoro intellettuale è organizzata nel regime di fabbrica, sia pure di una fabbrica speciale come è quella che produce innovazioni tecniche destinate a tramutarsi in merci.
Per usare un verbo filosofico, nei laboratori d’alte energie la tecnica ha sussunto dentro di sè la fisica; e tutto questo ha comportato risultati sociali importanti ma ha richiesto uno stravolgimento della figura intellettuale del fisico.

Insomma, l’ulteriore sviluppo del CERN non passa certo attraverso il reclutamento di un qualche Rutherford ancora sconosciuto;piuttosto ciò di cui abbisogna la ricerca nelle alte energie è di una sorta di Ruther-Ford; ovvero degli scienziati che più che la fisica posseggano quelle abilità tipiche degli industriali e dei finanzieri.

L'acceleratore LHC di Ginevra : la tecnoscienza e la corsa cieca alle alte energie.Nel giorno della Pasqua, il CERN…

Gepostet von Franco Piperno am Montag, 6. April 2015

Brugole e Merletti Due giorni di workshop pratici e mani in pasta @ Next Emerson Firenze

21 e 22 aprile 2018 @ Next Emerson Firenze
Brugole e Merletti
Due giorni di workshop pratici e mani in pasta.
http://doityourtrash.noblogs.org/

È tornato il giorno in cui strapparsi le maniche, rotolarsi nella morchia,
pungersi le dita, assordarsi le orecchie, bruciarsi con lo stagno, sporcarsi di
sugo, rovinarsi il vestito. È tornato il giorno di brugole e merletti!
Workshop pratici di elettronica, costruzione e autoriparazione, artigianato,
idee geniali e arti sottovalutate. Presentazione di progetti mirabolanti,
manicaretti, musica e balli sediziosi.

15 aprile 2018 alle ore 15.00 @ Macao: Criptoparty con Unit Hacklab

15 aprile 2018 alle ore 15.00 @ Macao V.le Molise 68 Milano
Criptoparty
Con Unit hacklab

Un criptoparty è un incontro conviviale di seminari a piccoli tavoli invece che
palco-pubblico, sul come difendersi dal controllo usando la crittografia e il
cervello. È consigliabile, ma non obbligatorio, portare con sé un computer e
una ciabatta elettrica, per le parti di pratica. Seguirà aperitivo e proiezione
di: “Nothing to Hide”, documentario 2017 con sottotitoli italiano. Temi: PGP,
uso dei social, passphrase, Tor, Tails, Self-hosting, domande/risposte, ecc

https://wiki.unit.macaomilano.org

21 Marzo – Presentazione opuscolo Copyrati

COPYRATI: Riflessioni e strumenti per un superamento del diritto d’autore nell’editoria universitaria

21 marzo ORE 19 suppergiù
Via conchetta 18, Milano

Immaginiamo un’università dove chi fa ricerca scriva i libri e gli studenti li studino. E’ facile. Ora però immaginiamo che per pubblicare questi libri i ricercatori non debbano pagare di tasca loro un editore, come spesso accade, ma che anzi ricevano un compenso – anche modesto – magari dalla loro università. Proviamo a immaginare anche che questo insieme di testi, di dati, di ricerche e di saperi che servono agli studenti per dare i loro esami sia disponibile a tutti sul sito della stessa università. Gratis. Magari in Pdf, così che se qualcuno volesse leggerli potrebbe stamparli a casa o in copisteria. Siamo degli utopisti? Dei pazzi? Forse sì. Ma di certo non più pazzi delle leggi che regolano oggi il diritto d’autore e il mercato editoriale.

Presentazione a cura dell’Assemblea della Statale

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